La camminata nel bosco

In un gelido mattino avevo deciso di recarmi a piedi presso l’ufficio del corriere visto che un mio pacco risultava in giacenza da quattro giorni. Al suo interno una telecamera per controllare i bambini acquistata online e da tempo corteggiato; invece di prendere l’automobile o la bicicletta ho deciso di fare una bella passeggiata lunga tagliando dai boschi con un tempo di andata e ritorno previsto di circa 10 km.

Ero vestito nella maniera giusta e sapevo esattamente dove andare, grazie anche al navigatore da polso sempre con me e alla conoscenza di questi luoghi. Nel mio percorso e idea non avevo considerato la nebbia, che è scesa fitta lungo il percorso disorientandomi completamente: il navigatore sembrava andato in tilt e continuava a chiedermi di “fare un giro lungo la rampa” mentre tutti i sentieri sembravano non avere uno sbocco.

Per la prima volta, dopo tanti anni, ho avuto molta paura ed è per questo che ho preso lo smartphone per inviare un messaggio con la mia posizione a tutti i miei amici, scrivendo loro un messaggio molto chiaro; non volevo che mi venissero a prendere ma solamente che sapessero dove fossi esattamente. Lo smartphone non aveva linea, il navigatore continuava ad emettere suoni strani e comandi inesistenti e il mio cervello sembrava non capire dove fossimo; cosa fare a quel punto? Aspettare.

Quando la nebbia è fitta e non si vede nulla, il consiglio è quello di attendere che svanisca per riprendere il cammino. Così ho fatto e credo di aver passato le tre ore più lunghe della mia vita ad attendere che qualcosa di indefinito svanisse nel nulla, recandomi successivamente dal corriere prima che l’ufficio chiudesse.

Al ritorno, mi perdonerete per questo, ho preso il pullman sino a casa mia così da essere sicuro di non dover sostare in mezzo ad un bosco per altre tre ore e perdermi completamente.

 

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